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La Fattoria di Maiano

La Fattoria di Maiano, le cui origini risalgono al 1400, gode di un’invidiabile posizione sulle colline di Fiesole a soli 5 km dal centro storico di Firenze. Questi territori hanno visto l’opera di illustri personaggi tra cui Leonardo da Vinci, Michelangelo, Benedetto e Giuliano da Maiano, Boccaccio e tanti altri.

Le colline tra Fiesole e Firenze su cui insiste la Fattoria di Maiano con il suo Borgo e le case sparse nella campagna sono state per secoli luogo da cui è stata scavata la pietra per costruire la città di Firenze.

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LA STORIA DELLA FATTORIA DI MAIANO E DELLA FAMIGLIA

Nel 1844 arrivò a Firenze Sir Jhon Temple Leader un facoltoso inglese figlio di industriali londinesi che acquistò tutti i terreni, le cave abbandonate, il Borgo di Maiano con la Villa e le tante case e ville sparse sul territorio tra cui i ruderi del Castello di Vincigliata ed il complesso di Villa i Tatti oggi sede dell’Università Harvard, che vi ha insediato il The Harvard Center for Italian Renaissance Studies.

Su queste colline realizza quindi un ampio progetto di ristrutturazione neo-medievale realizzando un imponente imboschimento (ca 80 ettari) di cipressi e pini e mette le mani su tutto; ricostruisce in stile il Castello di Vincigliata, amplia e modifica nello stile mediceo la Villa di Maiano, ingrandisce il borgo di Maiano trasformando l’antico convento in un borgo agricolo.

Sulle sponde del torrente Mensola, già narrato dal Boccaccio nelle sue novelle, costruisce il Parco romantico della Regina e, alzando le sponde della cava detta delle Colonne (così chiamata perché da qui sono uscite le maggiori opere commissionate da Lorenzo il Magnifico tra cui le colonne della cappella dei principi in San Lorenzo)  vi realizza, tra il 1873 ed il 1893, il Laghetto romantico con tutt’attorno  8 ettari di sistemazioni adattando i percorsi degli scalpellini in sentieri per i suoi ospiti modellando piazzole e panchine nei punti più panoramici.

Temple Leader Muore nel 1903 senza eredi diretti. I nipoti, arrivati da Londra, nel 1917 vendono tutti i terreni della Fattoria di Maiano con il Borgo, il parco romantico e la imponente Villa al prof. Teodoro Stori famoso chirurgo fiorentino che aveva sposato Elisabetta Corsini della nobile casata fiorentina dei Principi Corsini.

Teodoro Stori con l’aiuto della moglie, continua nell’opera di Temple Leader acquistando altri poderi e valorizzando l’agricoltura e completando l’opera di imboschimento di cave abbandonate con 46 ettari sul Monte Ceceri (dal 1929 al 1960).

Tedoro ed Elisabetta non hanno figli ed adottano Lucrezia Corsini, terzogenita di Tommaso,  capostipite dei Principi Corsini, che nel 1961, alla morte di Elisabetta, eredita il tutto. Lucrezia, già sposa del Conte Giacomo Miari Fulcis capostipite di una delle più vecchie famiglie venete (notizie dell’esistenza della famiglia si hanno fin dal 1100) e grande innovatore nel campo agricolo e con il quale avrà 4 figli, prosegue l’attività di miglioramento ed innovazione della fattoria, ristruttura le case, la villa di Maiano e con l’aiuto dei figli specializza l’azienda nell’olivicoltura di qualità ed introduce, fin dal 1991, le coltivazioni col metodo Biologico. Sperimenta la suini-cultura allo stato brado, avvia l’attività turistica con ospitalità, ristorazione, visite guidate. In olivicoltura introduce la lavorazione sotto azoto ed è tra i fondatori del Laudemio con il quale quest’anno la Fattoria di Maiano ha vinto importanti riconoscimenti a Los Angeles e Tokio. Oggi in azienda Lavorano, con Lucrezia Corsini, i figli e i nipoti, tre generazioni all’insegna del connubio tra tradizione e innovazione.

1412 – 2012

“seicento anni di storia”

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La Villa di Modolo

Villa di Modolo è una tra le 15 ville maggiori della provincia di Belluno ed è compresa nella catalogazione delle cento ville venete di Antonio Canova. Percorrendo la strada che attaversa la campagna di Modolo, si arriva ad una piazzetta ove sorge la cappella di famiglia dedicata a San Lorenzo. Oltrepassando il cancello settecentesco si entra nel giardino della Villa e si incontrano le vecchie scuderie e la Villa, grandiosa costruzione del primo Ottocento designata dall’architetto Andrea Miari. Il corpo centrale, decorato da semicolonne ioniche e corinzie, si prolunga in un’ ala alla quale è addossato un altro edificio di minor altezza: la Barchessa con portico al piano terreno e sotto le cantine ove è ancora leggibile la data del 1644.
Il complesso costituisce uno dei maggiori esempi di ville perfettamente inserito nella grande tradizione dei più significativi modelli veneti.